Bottega del vino Dolcetto di Dogliani

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CLASSIFICAZIONI IN ITALIA: DOC E DOCG


Per poter capire meglio le denominazioni di Dogliani e la loro peculiarità, dobbiamo avere ben chiaro il sistema di classificazione in vigore in Italia. Questo sistema prevede una struttura piramidale con una denominazione più ristretta di vertice, che man mano si allarga ampliando il territorio di riferimento. Al vertice della piramide sta la Docg a cui segue immediatamente la Doc, che può scalare su territori via via più ampi come Langhe o Piemonte, per poi arrivare a Vino da Tavola. Nel caso del Piemonte, per avere maggior controllo sui vitigni presenti in un vino, si è evitata la creazione di una IGT (Indicazione Geografica Tipica) a nome Piemonte, ma il nome della regione è stato via via legato al nome dei vitigni con disciplinari diversi e specifici.
La DOC è il sistema di denominazione di origine controllata italiano in cui i vigneti vengono iscritti in uno speciale elenco denominato schedario viticolo; e ad una determinata superficie deve corrispondere la produzione di un certo quantitativo d'uva come definito nel disciplinare, il sistema di regole e parametri che determina le qualità e le caratteristiche di una denominazione. Per ogni ettaro che si coltiva in questa denominazione, - la cui effettiva esistenza è controllata attraverso rilevamenti fatti con foto aeree su cui viene in seguito sovrapposta la mappatura catastale con la dimensione della superficie – è possibile produrre 80 quintali d'uva corrispondenti a 56 ettolitri di vino.
La DOCG, che significa Denominazione di Origine Controllata e Garantita, implica naturalmente un disciplinare più restrittivo nei parametri e nelle quantità; e una serie ulteriore di controlli sul quantitativo delle bottiglie effettivamente immesse in commercio, che vengono contrassegnate da una fascetta numerata. A differenza della Doc, in cui la validità è definitiva, il certificato di analisi chimica e sensoriale di un vino esaminato per ottenere l'attestato di idoneità ad essere commercializzato con l'indicazione della denominazione controllata e garantita, ha una validità di soli 3 mesi dopo i quali, per essere giudicato idoneo all'imbottigliamento, il vino deve essere nuovamente esaminato. A quella partita corrisponderà un numero di fascette preciso per le bottiglie che da essa possono essere ottenute.