Bottega del vino Dolcetto di Dogliani

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CARATTERISTICHE DELLE MODIFICHE AL DISCIPLINARE DOGLIANI DOCG 2011


Dogliani Docg e Dolcetto di Dogliani Doc: un unico disciplinare

La modifica sostanziale è stata in primo luogo l’estensione della Docg a tutti i vigneti iscritti all’Albo del Dolcetto di Dogliani Doc e di conseguenza l’unione delle due tipologie di dolcetto prima divise fra Dogliani Docg e Dolcetto di Dogliani Doc nell’unico disciplinare Dogliani Docg. Attualmente, quello che prima era il Dogliani Docg è divenuto Dogliani superiore Docg, mentre quello che prima era il Dolcetto di Dogliani Doc è diventato il Dogliani Docg.
Questa scelta nasce dalle considerazioni che i produttori hanno potuto fare durante i cinque anni di esperienza della Docg sul territorio e come conseguenza di un disciplinare che aveva comunque posto al vertice della piramide, sia la Docg che la Doc non prevedendo la ricaduta del primo nel secondo. Questa scelta, fatta nel 2005, aveva già voluto mettere in evidenza allora, il fatto che il Dolcetto di Dogliani Doc non poteva essere considerato un vino di minor importanza, quanto piuttosto una diversa interpretazione che legislativamente si poneva su un piano di pari dignità rispetto alla Docg. Era quindi una conseguenza implicita, una volta che i tempi fossero stati maturi, la possibile riunificazione delle due tipologie all’interno di un unico disciplinare.
Anche sul piano legislativo venivano mosse perplessità poichè si rivelava difficile sostenere due disciplinari diversi che però regolamentavano il medesimo territorio e la medesima base ampelografica.
Un’altra considerazione che i produttori avevano avuto modo di fare, derivava dalla reazione dei consumatori di fronte alla compresenza di due disciplinari di cui uno aboliva il nome del vitigno in favore del territorio e l’altro lo manteneva. La percezione era che il tentativo di fare chiarezza tramite i due disciplinari si fosse in realtà trasformato in una fonte di confusione, mentre le forze e i mezzi per poter sostenere una comunicazione adeguata erano troppo esigui. Nel frattempo si rendeva evidente, di fronte a persone che poco conoscevano il Piemonte, quanto fosse decisivo proporre come elemento distintivo di riconoscibilità quello che privilegiava un’areale rispetto al vitigno. Dogliani Docg unificato era la scelta conseguente anche di un aumentata consapevolezza della qualità dei vini che venivano ora messi in commercio.

Unificazione degli schedari vitivinicoli

Con l’accorpamento dei disciplinari si sono unificati gli schedari vitivinicoli: la scelta di rivendicare la tipologia superiore o quella classica, quindi, è divenuta scelta vendemmiale legata alla qualità superiore delle uve rispondenti ai parametri indicati dal disciplinare e non è più legata all’iscrizione dei vigneti all’interno di uno specifico schedario del disciplinare di appartenenza.
Attualmente, il Dogliani Superiore può avere una ricaduta nella tipologia Dogliani, mentre l’inverso non è possibile.

Inclusione del territorio delle Langhe monregalesi

Altro elemento importante della modifica è l’inclusione, all’interno del Dogliani Docg, del disciplinare del Dolcetto delle Langhe Monregalesi Doc. L’unificazione delle aree di produzione ha implicato, come corollario, l’innalzamento della quota altimetrica dei vigneti considerati idonei, a 800 metri. La scelta di accorpare al disciplinare anche le Langhe monregalesi va nella direzione di una indicazione del ministero che sta spingendo per contenere la frammentazione delle denominazioni attraverso la via dell’accorpamento. Unificare il territorio è anche la volontà dei produttori, è la decisione di riunire sotto il profilo legislativo un’area omogenea già nella scelta del vitigno, nella tipologia dei terreni e nella matrice culturale e storica che da sempre ha legato doglianese e monregalese.

Parametri

Sono naturalmente previsti parametri diversi nella gradazione alcolica minima, negli estratti secchi e nei quantitativi per ettaro a seconda della tipologia. Per Dogliani Docg si tratta di 12,00% vol, 21g/l estratto e 80 quintali ad ettaro, mentre per il Dogliani superiore 13% vol. 24 g/l estratto e 70 quintali ad ettaro inoltre per tutti i nuovi impianti è prevista l’esclusione del versante nord da -22,5° a + 22,5° e una densità minima di 4000 ceppi ad ettaro.